Supreme Magus – 013 – Imparare un mestiere, nuovamente

L’etica del lavoro di Nana non permetteva favoritismi di sorta. Lith sarebbe anche potuto diventare il suo apprendista in futuro, ma Tista dovette attendere il proprio turno come tutti gli altri.

Lith non era cosi felice di essere bloccato in una fila dai tempi in cui frequentava il college, quando usava ogni momento disponibile per ripassare gli argomenti nei quali non era sufficientemente preparato.

“Cosi tanto da leggere e cosi poco tempo. Meglio concentrarci in magia della luce e del buio dato che sono gli unici argomenti al di fuori della fisica che conosco. Nel migliore dei casi, ci vorranno anni per mettere di nuovo mano su un libro, e non c’è molto che possa imparare da autodidatta.”

Quando arrivò il loro turno studio meticolosamente come la guaritrice utilizzava la magia della luce con Vinire Rad Tu.

Era la stessa magia diagnostica che aveva usato su di lui tre anni prima, e questa volta aveva una migliore comprensione della magia e anche un migliore punto di osservazione.

Essendole a fianco, Lith potè apprezzare ogni singolo gesto e movimento della mano che Nana usava per amplificare l’efficacia dell’incantesimo. La luce avvolse Tista, diventando presto grigia nella zona toracica, evidenziando chiaramente la forma dei suoi polmoni.

“Ho buone e cattive notizie. La buona notizia e che le condizioni di Tista sono quelle di sempre, non ci sono segni di peggioramento questa volta. La cattiva notizia è che non sembra che la situazione stia migliorando. Temo che rimarrà cosi per sempre. Più crescerà meno saranno le possibilità che il suo corpo in qualche modo curi se stesso.”

L’aria nella stanza divenne pesante, un’intera vita passata nella malattia era poco meglio di non vivere affatto.

Lith era talmente scioccato da dimenticarsi dei libri. Il mondo intero non significava niente per lui se non poteva condividerlo con le sole tre persone che amava e di cui si fidava.

Uscirono dalla casa di Nana con l’umore a pezzi, e tornarono a casa senza proferire parola.

Una volta arrivati, Elina condivise le cattive notizie, cercando conforto tra le braccia di Raaz prima di cominciare a piangere. Uno alla volta, tutta la famiglia cominciò a piangere, abbracciandosi a vicenda in cerca di conforto.

Lith si permise di piangere, maledicendo il fato crudele che era capitato alla sorella.

“Che cosa c’è di buono nella magia se continuo ad essere impotente? Perché devo continuare a reincarnarmi, solo per passare da un inferno all’altro? È solo cattiva sfortuna o è colpa mia? Può essere che in una precedente vita abbia commesso un atto tanto atroce che ora tutti coloro che amo siano maledetti? Può essere questa la mia punizione?”

Durante i giorni seguenti Lith cominciò a riesaminare ogni scelta di vita che aveva fatto, prima di accettare il fatto che le cose brutte accadono. Tista era già ammalata prima che lui si reincarnasse la seconda volta, non poteva essere colpa sua.

Essendo stato accettato come apprendista da Nana, poteva praticare la magia apertamente. Presto provò di essere capace di pulire l’intera casa da se, sollevando sua madre e le sorelle da ogni lavoretto.

Grazie alla magia del buio, pulire i piatti ed il calderone diventò questione di minuti. Niente di organico, che fosse cibo o grasso poteva evitare di essere trasformato in polvere da una singola scintilla di magia del buio.

Fece anche molteplici esperimenti con la magia della luce, in cerca di cure. Tuttavia quello che ottenne fu di tenere i sintomi sotto controllo. Tista ora aveva bisogno di molti meno trattamenti da parte di Nana, ma restava comunque prigioniera del proprio corpo.

Questo portò Orpal ad odiarlo ancora di più.

“Esibizionista! Come posso godermi la mia vita se c’è lui sempre a fiatarmi sul collo? Non solo Sanguisuga condivide i compiti di casa con mamma, ma ora spende cosi tanto tempo con Tista. Mamma e papà lo lodano in continuazione per il suo cosi detto talento ed intelligenza. Ed adesso non la smettono un secondo di dire come Sanguisuga gli abbia permesso di salvare un mucchio di soldi prendendosi cura della malattia Tista. A nessuno interessa che io sprechi il mio tempo e le mie energie facendo tutto il lavoro alla fattoria! Dei, perché lasciate che lui viva? Perché non avete dato a me nessun talento?”

Non conscio dei sentimenti del fratello, Lith non stava andando molto meglio. Il suo potere magico e la sua comprensione del mana continuavano a crescere, ma questo non era in grado di cancellare il sapore continuo del fallimento che lo accompagnava.

Nell’anno seguente non poté sentire nessuna gioia legata alla magia, ogni scoperta era inutile, tutto il suo potere senza significato.

E cosi, aveva infine raggiunto i quattro anni d’età. Il periodo tra i quattro e i sei anni a Lutia veniva chiamato ‘l’età dell’oro’ dato che il bambino era grande abbastanza per avere alcune libertà ma troppo piccolo per essere d’aiuto nelle attività quotidiane.

A loro era permesso di giocare tutto il giorno senza preoccupazioni al mondo. Era il periodo perfetto per farsi degli amici e avvicinarsi ai propri vicini cosi approfondendo i legami tra le famiglie.

Nel giorno del suo quarto compleanno, dopo aver finito le faccende, Eliza lo presentò a tutti i vicini prima di tornare a casa.

Si supponeva che socializzasse e giocasse, ma Lith aveva altri piani. Non c’era quantità di fallimenti o di dolore che potesse fargli dimenticare a lungo la fame che lo consumava da quando aveva appena cinque mesi d’età.

La fattoria di Raaz stava nel bordo occidentale di Lutia, poco meno di un chilometro dalla grande foresta conosciuta come Trawn (NdT: Thrawn significa perversa, contorta. Ma qua è scritto senza l’h per cui non ho idea, forse è fatto a posta)

Nonostante il nome pretenzioso non era granché pericolosa. Le persone che abitavano nei villaggi vicini dipendevano dalla foresta come risorsa primaria di legna per la vita di tutti i giorni.

Trawn era anche piena di vita selvatica, così coloro che erano sufficientemente coraggiosi e fortunati andavano a caccia durante tutto l’anno, cercando la preziosa carne, le calde pellicce o entrambe le cose.

Era impossibile incontrare dei mostri nella foresta, a meno che uno non si avventurasse diversi chilometri all’interno. Dato che non c’era necessità di esplorare Trawn nel dettaglio, le zone interne erano ancora zone non mappate.

C’era una ragione per la quale Lith non aveva mai praticato arti marziali nel nuovo mondo, nemmeno il gioco di gambe. La pratica costante della magia richiedeva molta energia, e la sua famiglia mancava delle necessarie risorse per i suoi allenamenti.

Lith era già più magro dei suoi fratelli, ancora un po’ e sarebbe diventato una pila d’ossa. Aveva bisogno di cibo.

Ma essendo un ragazzo di città, non sapeva niente riguardo la macellazione, aveva bisogno di un insegnante. E questo era il motivo per cui era diretto verso la casa di Selia Fastarrow (Ndt: Frecciaveloce), l’unica cacciatrice del circondario.

“Il problema è che non ho idea di come ottenere il suo aiuto. Sono troppo piccolo per l’apprendistato, e anche se non lo fossi stato è difficile che non abbia sentito dell’offerta di Nana. Non ha niente da guadagnare nell’aiutarmi. Posso solo sperare che sia una donna gentile e altruista.”

La casa di Selia era fatta di un solo piano in legno, molto più piccola di quella di Lith, circa sessanta metri quadrati. Non c’era un pollaio né un fienile. Escludendo lo spazio in prossimità della casa, i campi erano incolti, pieni di erbacce, erba alta e qualsiasi cosa il vento avesse piantato nel tempo.

“Chiaramente non ha interesse nella coltivazione e nell’allevamento, e questa è una buona notizia. Significa che la sua attività è sufficientemente florida. Mi chiedo cosa ci sia nella capanna vicino la casa. È quasi grande quanto la casa stessa.”

Lith bussò, le sue viscere annodate dal nervosismo. La porta si aprì quasi immediatamente.

“Ancora tu? Ti sei perso o cosa?” Selia era una donna di poco più di trent’anni, alta 1.7 metri, con la pelle abbronzata dai lunghi anni di esposizione al sole. I suoi capelli neri erano tenuti corti con un taglio identico a quello dei militari della Terra.

Poteva essere considerata molto carina, ma il piccolo seno con gli occhi affilati e il carattere grezzo e mascolino la rendevano più maschile di molti contadini.

Vestiva una giacchetta di pelle da cacciatore sopra una maglia verde, pantaloni larghi verdi e stivali marroni da caccia con una suola esterna soffice per limitarne i suoi durante il movimento.

“Salve Miss Fastarrow, ho bisogno di un favore. Potrebbe per favore insegnarmi come spellare e pulire la cacciagione?”

Selia alzò un sopracciglio. “Per quale motivo?”

“Perché sono affamato!” Non avendo modo di fare leva con lei, Lith decise che la verità era la miglior politica da seguire. “Sono affamato da molto tempo da aver dimenticato che significa sentirsi pieni. So di poter cacciare, ma so anche che senza sapere come trattarla la carne va a male o diventa non commestibile.”

“No, mi hai frainteso. Intendevo perché dovrei aiutarti? Cosa ottengo in cambio?” Ora stava corrugando le sopracciglia.

“Che cosa vuole?” Chiese Lith, mentre cercava di sopprimere l’urgenza di ucciderla in modo lento e doloroso. Era sufficientemente affamato da vedere in lei una preda.

“Francamente, non credo che un marmocchio alto appena fino la mia cintola possa cacciare alcunché, nemmeno un ratto. E dato che insegnare è una perdita di tempo, richiede un compenso.”

Si gratto la guancia mentre pensava ad un accordo abbastanza sconveniente da indurre lo scocciatore ad andarsene. Non aveva mai voluto un figlio suo, tanto meno avere a che fare con quelli degli altri.

“Se vuoi imparare da me, prima devi portarmi qualche preda. Se sgarri giocando al macellaio, rovinerai la mia merce, sprecando i miei beni e il mio tempo. Quindi il patto e questo, qualsiasi cosa che tu mi porti, ti insegnerò come spellarlo e pulirlo. Ma metà è mio per il disturbo. Prendere o lasciare.”
“Davvero molto gentile e altruista la signora; questa è chiaramente un’estorsione.” Pensò Lith.

“Affare fatto. Per quanto resterai a casa?” Replicò.

“Starò a casa tutto il giorno, ho molto lavoro da fare. Perché?”

“Perché quando tornerò con le mie prede, avrò bisogno del tuo aiuto. Non dimenticare il nostro accordo.”

Lith si girò, e si diresse verso la foresta. Vedendo il marmocchio agire in questo modo, senza un arco, trappole e nemmeno una borsa per le prede, Selia non poté far a meno di scoppiare a ridere. Finché la porta non si spalancò di colpo colpendola al viso, facendola cadere sul sedere. Dopo essersi rialzata, andò alla finestra più vicina.

Lith era sempre nello stesso posto, ma il suo viso era girato verso la sua porta, i suoi occhi brillavano lucenti nella scarsa luce dell’alba.

Dopo essere arrivato al bordo della foresta attivò la magia di luce Life Vision (NdT: Visione di Vita. I nomi li lascerò per lo più in inglese in quanto tradotti in italiano mi sembrano goffi, e non sono abbastanza ispirato da essere capace di renderli meglio. Abbiate pazienza). Era una delle sue creazioni nell’ultimo anno di pratica. Infondendo i suoi occhi di magia della luce, Lith era in grado di vedere le creature viventi come colorate, mentre il resto del mondo assumeva diverse sfumature di grigio. Più forte la forza vitale, più grande e brillante era la luce emessa. In questo modo era in grado di localizzare facilmente gli animali, anche se si stavano nascondendo sotto terra, nei cespugli o dentro un albero.

Lith non aveva necessità di cacciare qualcosa di grosso, finché si trattava di carne era la preda perfetta.

La maggior parte degli animali fuggivano appena si avvicinava, ma non tutti. Uccelli e scoiattoli appollaiati sui rami degli alberi si sentivano al sicuro. Ma la magia dello spirito di Lith aveva raggiunto una distanza di venti metri di raggio, per cui erano tutti entro la sua gittata.

Gli bastava estendere la mano aperta verso la preda, quindi stringere il pugno e poi ruotarlo per un ottenere un collo rotto. In meno di venti minuti aveva ucciso 2 uccelli dalle piume strane e due scoiattoli.

“Ne avrei potuto cacciare di più, ma voglio pagarla il meno possibile.”

Mentre rientrava verso casa della cacciatrice, la sua avidità stava dibattendo ferocemente con la sua rabbia.

“Maledizione! Avrei preferito semplicemente chiedere a mio padre. La nostra fattoria ha un pollaio, mangiamo pollame, sicuramente sa come macellarla. Ma se l’avessi fatto sarei stato forzato a condividere le prede in parti uguali. E se c’è qualcosa che odio di più di essere derubato da quell’arpia è l’idea di Orpal e Trion che ottengono la stessa mia quantità. O peggio, anche di più essendo più grandi. Io ho cacciato queste prede. La carne è mia, MIA! A loro sarà permesso solo di mangiare i miei resti quando e se vorrò che sia così!”

Quando arrivò alla porta si era calmato, la rabbia nascosta sotto la sua espressione da mercante. Prese un profondo respiro prima di bussare nuovamente.

Quando Selia lo vide, era sul punto di prenderlo in giro, chiamandolo perdente per aver mollato in meno di un’ora. Ma a quel punto Lith le mostro le prede, facendole morire in gola il suo discorso “Non sottovalutare mai quanto duro sia il lavoro del cacciatore”.