Supreme Magus - 009 - Comprendere la Magia Spirituale

In quel momento, Elina e Raaz stavano rientrando a casa. Dopo aver sentito le urla disperate di Lith erano corsi indietro per controllare cosa fosse accaduto.

Una volta trovato Orpal a terra, vomitando, capirono. Avevano già dei sospetti, dato che ogni volta Orpal dava da mangiare a Lith, quest’ultimo era sempre più affamato del solito.

Ma adesso ne avevano la prova. La zuppa cremosa era evidente nel mezzo di ciò che aveva riveduto.

Raaz era rosso dalla rabbia. “Piccolo…!” ma si fermò, il resto dei figli erano rientrati. “Sono davvero deluso da te, Orpal.” Disse Erina, vedendo che il marito era troppo arrabbiato per parlare.

“D’ora in poi, sarà solo Eliza a dare da mangiare a Lith. Tu prenderai i suoi turni alla stalla, dato che credo nemmeno tu possa mangiare fieno.”

“Ma mamma…” Orpal cercò di difendersi. Odiava le vacche e il loro odore.

“Niente ma, giovanotto!” Urlò Raaz. “E questa punizione non è abbastanza! Elina, sentiti libera di preparare un nuovo piatto per Lith, e prendi il cibo dalla porzione di Orpal! Deve imparare che le cattive azioni hanno delle conseguenze!”

Stavano parlando troppo veloce per Lith, e c’erano troppe parole che non conosceva. Ma Orpal era diventato pallido, quindi doveva essere una buona notizia.

Orpal cominciò a piangere e a chiedere scusa, ma Lith si assicurò di piangere più forte, così che Raaz ed Elina ignorassero le sue scuse e lo mandassero a prendersi cura delle bestie.

Dopo essere stato nutrito con una porzione abbondante di zuppa e latte, Lith poté finalmente concentrarsi in ciò che era accaduto. Dopo giorni di tentativi, aveva compreso le basi della sua nuova abilità e ottenuto una comprensione più profonda della magia.

Lith scoprì che quando evocava una magia elementale, consisteva in pratica in tre passi. Primo, emetteva il mana, poi questo veniva mischiato all’energia del mondo che aveva intenzione di manipolare. L’ultimo passo era il più difficile, controllare l’incantesimo ed i suoi effetti.

La magia spirituale saltava il secondo passaggio, usava unicamente il proprio potere, senza usufruire dell’energia elementale. Questo la rendeva più difficile di ogni altro tipo di magia che aveva praticato fino allora e molto più costosa in termini di mana.

Richiedeva anche molto più focus rispetto alla magia normale. Il mana puro non aveva forma fisica, quindi non poteva affidarsi alla vista per manipolarne gli effetti.

Dipendeva tutto dalla sua volontà e immaginazione. Più chiara era l’immagine mentale dell’azione che voleva che compiesse il mana, migliore sarebbe stato il risultato.

Anche la portata era molto limitata, circa un metro di raggio.

Nonostante tutte queste limitazioni, Lith cominciò a praticare esclusivamente magia spirituale. La scoperta definitiva riguardo questa fu che, ogni miglioramento otteneva in magia spirituale veniva riflesso anche in tutti gli altri tipi di magia.

Non era più necessario che passasse da un tipo all’altro e di conseguenza iniziò a migliorare a passi da gigante.

Di volta in volta, usava una magia elementale a caso per verificare i suoi progressi, ottenendo maggiore comprensione intrinseca dell’elemento.

Questi progressi gli permisero anche di migliorare le sue tecniche di respirazione.

Attraverso Accumulazione era in grado non solo di percepire il proprio mana core cambiare in dimensione attraverso la pratica, ma anche di avere una vaga percezione della quantità di mana contenuta nel suo corpo.

Usando Accumulazione nutriva il suo mana core con l’energia del mondo, permettendoli di passare dalla dimensione di un pinolo a quella di una biglia di vetro.

Quando raggiungeva le dimensioni di una biglia, ulteriori progressi potevano essere ottenuti solo quando il suo corpo comprimeva il mana core nuovamente alle dimensioni di un pinolo.

Lith non aveva idea di come funzionasse questo fenomeno, e non aveva trovato metodi alternativi. Lo sviluppo del mana core e del corpo dovevano andare di pari passo, non esistevano scorciatoie.

Quando Lith provava ad usare Accumulazione ed il mana core era alla sua dimensione massima, si veniva a produrre una barriera. L’energia del mondo veniva allora rigettata, circolando selvaggiamente nel suo corpo danneggiandolo.

Sottoponendo il mana core a continui cicli di espansione e contrazione, la sua capacità di contenere mana aveva raggiunto livelli incomparabili rispetto a quando era appena nato.

Dopo aver scoperto e praticato magia spirituale, Lith aveva acquisito un maggior controllo sul mana, sia dentro che fuori dal suo corpo.

Riuscì anche a modificare Rinvigorimento, così che quando aspirava mana del mondo, lo combinava col suo, eccedendo momentaneamente i suoi limiti.

Quindi espandeva l’energia risultante, muovendola dal plesso solare verso l’esterno, fino anche i suoi capelli non fossero pieni di mana.

Da quando aveva inventato Rinvigorimanto, aveva notato cambiamenti dal punto di vista qualitativo al suo corpo. Lith adesso aveva migliorato la sua resistenza a caldo e freddo, e difficilmente si ammalava.

Quando tutta la sua famiglia prendeva il raffreddore, lui lo superava o ancora prima di manifestarne gli effetti o guariva in un paio di giorni.

“A meno che sia una coincidenza, migliorare Rinvigorimento e l’unico metodo a mia disposizione per temperare il mio corpo. Se ho ragione, significa che posso utilizzarlo come stampella fino al momento che non sarò sufficientemente grande da fare attività fisica.” Pensò.

“Idealmente, dovrebbe anche essere utile a superare la barriera più velocemente. È una scommessa, ma non dovrebbe crearmi nessun danno. Oltretutto, tra la fame e il blocco, non c’è granché che io possa fare in come bambino di sette mesi.”

Anche la sua vita in famiglia sperimentò dei cambiamenti durante i mesi successivi.

Dopo l’incidente con Orpal si verificò una divisione con i suoi fratelli. Lith era vendicativo di natura, e ugualmente lo era suo fratello.

A volte, quando Orpal era arrabbiato, chiamava Lith sanguisuga (leech), dato che l’aveva sempre chiamato così tra se e se.

Ogni volta che gli scappava questo soprannome veniva rimproverato, e quando lo faceva durante un’accesa discussione con i suoi genitori, veniva anche sculacciato.

Orpal dava la colpa a Lith di tutte le sua sfortune, e la piccola peste sghignazzava ogni volta che passava qualche brutto momento.

Invece la relazione tra Lith e i suoi genitori non faceva altro che migliorare.

Aveva già cominciato a dire qualche parola, assicurandosi di dire “Mama” quando Elina lo prendeva in braccio e “Papa” quando Raaz gli si avvicinava.

“Se questo mondo e appena simile alla terra di epoca medioevale, e meglio che resti nelle grazie del mio vecchio fino a che non sarò autosufficiente.” Questo era il ragionamento di Lith.

Era ancora spaventato dalla figura paterna, e comunque i due non avevano tutte queste relazioni. Raaz era sempre impegnato in qualcosa, lasciando il compito di prendersi cura del bambino a sua moglie e figlia maggiore.

A sua difesa, aveva erroneamente assunto che Lith fosse troppo piccolo per rendersene conto, e che avrebbe avuto tempo in futuro per rimediare, come aveva fatto con i suoi altri figli.

Raaz lo amava sul serio, e Lith non smetteva mai di meravigliarlo. Non riusciva a ricordare di averlo sentito piangere senza motivo, nemmeno quando aveva cominciato a mettere su i denti.

Se qualcuno colpiva la sua culla o alzava la voce mentre stava dormendo, o per lo meno fingendo, non emetteva un suono, si limitava solo a guardarsi attorno prima di tornare a dormire.

Lith nel tempo cominciò ad affezionarsi ad Eliza, era più un amorevole zia che una sorella. Poteva vedere se stesso in lei, prendendosi cura del fratello minore come lui aveva fatto con Carl.

Gli sarebbe piaciuto poter manifestare questo amore, ma tutto ciò che era in grado di fare era sorridere quando la vedeva e chiamarla “Lala”. Lei infatti era la sola, a parte i suoi genitori, ad avere un nomignolo.

Non era granché, ma per lei contava moltissimo.

E così il tempo passò. Dopo sei mesi dal suo arrivo, Lith fu messo a terra per la prima volta e cominciò a gattonare sotto stretta supervisione. A nove mesi cominciò a camminare e si diplomò dalle “parole da bambino” alle parole vere.

Nel giorno del suo compleanno, dopo aver scoperto che si festeggiava anche in questo mondo, si concesse di usare semplici frasi e cominciò a fare domande per completare il suo vocabolario.

Non sapendo niente sui bambini, fu molto stressante trovare il momento giusto per ogni piccola cosa. Fortunatamente, Lith poteva sempre barare per trovare il momento opportuno per “imparare” a fare qualcosa. Era già in grado di comprendere la maggior parte di ciò che sentiva, quindi era sempre aperto a “suggerimenti”.

Se Elina stava morendo dalla voglia di sentirli finalmente dire “Mamma” anziché “Mama”, lui aspettava qualche giorno prima di farlo accadere. Se Raaz lo spronava a correre verso di lui, allora lo accontentava.

Il vero problema era prestare attenzione a ogni cosa Raaz, Elina ed Eliza dicevano cercando di sembrare che non fosse in grado di capire.

Un altro problema era che una volta che cominciarono a lasciarli la possibilità di girare per la sala da pranzo, gli diedero anche dei giocattoli di legno aspettandosi che lui ci giocasse ed esplorasse i suoi dintorni.

Lith conosceva la sala da pranzo già a menadito, e non è che ci fosse comunque molto da vedere. Tuttavia doveva fingere di essere curioso a riguardo.

Quella era stata la cosa più difficile da fare sin da quando era rinato, e lo spaventava a morte. Non aveva idea di come un bambino avrebbe esplorato un tale ambiente, e la sua paranoia di far saltare la sua copertura lo teneva in alta tensione.

Vedendo l’aspettativa nei loro occhi, cominciò dalla cosa più vicina, il camino. Il fuoco non era acceso, la legna era fredda e coperta da cenere.

Quando cominciò ad avvicinarcisi, Raaz lo fermò.

“Questo è il camino. Ora è sicuro, ma il fuoco è cattivo. Il fuoco fa male. Non toccarlo mai.”

Lith lo guardò, apparentemente confuso, prima di tentare di mettere la sua mano nella cenere. Raaz gli afferrò la mano, bloccandolo.

“Il fuoco è cattivo. Non si tocca, mai.” Il padre ripeté.

Lith lo guardò negli occhi come se ci stesse pensando attentamente: “Fuoco cattivo?”

“Si, molto cattivo.” Raaz replicò annuendo.

“Okay.” Lith si allontanò dal fuoco e si avvicinò al tavolo. Quando provò ad arrampicarcisi, quasi cadendo, Elina corse in suo soccorso.

“Buon dio, a questo piccolino di certo piace il pericolo.” Vedendo la loro espressione preoccupata, Lith credeva di aver trovato una soluzione a questo tormento.

Avrebbe continuato a a mettersi in pericolo, provando a scalare il tavolo e andando in cucina a frugare tra pentole e coltelli.

Presto decisero che il tempo dell’esplorazione era finito. Lo fecero sedere su un vecchio panno steso sul pavimento di legno, e gli diedero dei giochi con i quali giocare mentre loro si riprendevano dallo stress.

Aveva un piccolo cavallo di legno, un qualche tipo di carretto e un coso delle somiglianze di un cane. Giocare era molto più facile per lui. Lith non aveva bisogno di creare storie o spiegare cosa stesse facendo.

Poteva semplicemente passare il tempo del gioco per praticare magia spirituale. Lith di fatto non usava mai le mani per muovere i giocattoli, facendoli fluttuare il più vicino possibile alle sue dita.

Amava davvero quei momenti. Lith poteva finalmente rilassarsi, urlare e ridere ogni volta che faceva una nuova scoperta o superava la barriera, e i suoi genitori avrebbero visto nient’altro che un bambino perso nelle sue fantasie.

“Chi avrebbe immaginato che questo bambino così silenzioso avesse un immaginazione così vivida.” Disse Raaz con un sorriso grande e fiero stampato in faccia. “Guardalo. Ha solo qualche vecchio giocattolo, eppure sembra che abbia il mondo intero nelle sue mani.”