Supreme Magus - 006 - Un Nuovo Inizio

*”È vivo! Ce l’ho fatta! Sono riuscita a salvare la vita a tuo figlio.”*

Dopo che la levatrice disse trionfalmente queste parole, la stanza scoppiò in festeggiamenti e lacrime di gioia. Le persone si abbracciavano a vicenda prima di abbracciare la madre.

Nel frattempo, Derek giaceva inerte tra le braccia della levatrice, guardandosi attorno per comprendere quanto cattiva fosse la sua situazione.

“Bene bene. Che cosa abbiamo qua? La donna a letto è chiaramente la madre di questo corpo. Sembra avere urgente bisogno di una doccia.” Dopo aver partorito, le lenzuola erano sporche di sangue, urine e feci.

“Quell’uomo ruvido che sta piangendo deve essere il padre. Mi chiedo se stia piangendo per me o perché temeva di perdere sua moglie. Scommetto sulla seconda. Quindi abbiamo un fratello e una sorella maggiore. Male.”

In quel momento un altra donna entrò nella stanza portando con se un bambino ed una bambina piccoli che subito si misero a correre verso la donna a letto.

“Maledizione! E anche peggio di quel che pensassi. Al momento ho solo due possibili scelte. Opzione uno: crescere in questa famiglia numerosa, combattendo ogni giorno per le poche risorse a disposizione. Malnutrizione e quasi sicuramente un dato di fatto. Quindi, quando sono abbastanza grande, cominciare a lavorare con mio padre e i miei fratelli, prendere moglie, avere figli ed etc.. Opzione due: aspetto di essere abbastanza alto da poter afferrare oggetti affilati, metto fine a questo tormento e faccio un altro giro della ruota sperando in un risultato più favorevole. Credo che sceglierò per la seconda.”

Nel frattempo nella sala era sceso il silenzio. La levatrice aveva finito di pulire il neonato e l’aveva avvolto in un panno pulito. Durante questo periodo Derek non si era mosso ne aveva pianto.

*”Nana, c’è qualcosa che non va col bimbo? Perché non sta piangendo? Non era mai successo prima!”* La madre era preoccupata, ed ignorando il dolore cercava di alzarsi.

*”Shus, bambina mia, e non azzardarti a muoverti. Devo ancora finire di curarti.”* Il tono della levatrice non lasciava spazio a repliche. *”Ho fatto nascere dozzine di bambini, uno silenzioso è raro ma niente di speciale. Vuoi vedere quanto è forte? Guarda qua!”*

Scoprendo il bimbo dal telo gli diede un piccolo colpetto, per forzarlo a piangere.

Derek grugnì un poco guardandola con sgomento.

“Vuoi giocare duro, vecchia gallina?” Pensò.”Bene! Mi hai appena costretto a sfoderare il mio asso nella manica. Doppio flusso, attivato!” e di punto in bianco si liberò la vescica e le viscere.

L’attacco da dietro le schizzò sulle scarpe, mentre quello frontale la prese in faccia e sul petto.

Derek scoppiò a ridacchiare soddisfatto.

*” Bhe, questo non è esattamente quello che mi stavo aspettando, ma come puoi vedere da te, questo piccolo demone è vivo e vegeto.”* La nutrice disse, passando il bambino ad un altra donna perché lo pulisse.

Derek continuava a ridacchiare, orgoglioso del proprio operato. Dopo essersi lavata la faccia con acqua calda ed un telo, la vecchia gallina mosse il suo indice sinistro disegnando un cerchio nell’aria, poi attraversandolo al centro da destra verso sinistra. Quindi pronunciò una singola parola.

“Ekidu!”

Sul suo dito cominciò a manifestarsi dell’energia nera, Derek guardò il proprio ‘lavoro’ seccarsi ed infine sbriciolarsi, trasformandosi infine in polvere. La sensazione era quella di vedere uno di quei video in time-lapse in cui vedi un seme diventare un fiore in un minuto.

“Per la barba di Heisenberg! Non è solo un a vecchia levatrice! È una vera maga in carne ed ossa! Non sono mai stato in vita mia così felice di essere in torto marcio!”

Derek era estasiato, e non solo perché questo mondo possedeva la magia, ma anche perché nel momento in cui aveva sentito la parola Eikidu aveva sentito qualcosa scattare dentro di se.

Come se qualcosa dentro di se avesse cominciato a mettere radice, ed improvvisamente avesse cominciato a integrarsi nella vere essenza di questa nuova realtà.

Cominciò a ripetere ossessivamente la parola magica dentro di se, e cercando di scolpire nella propria mente ogni piccolo dettaglio del movimento circolare delle dita.

*”Ora che sono pulita lasciami fermare quella emorragia, cara.”* La guaritrice approcciò la neo madre e appoggiò le proprie mani sul suo ventre.

“Sta facendo un’altra magia? Mostrami, ti prego!” Derek pregava nella propria mente.

Nana prima allargò le sue dita, poi cominciò a muovere entrambe le braccia in un movimento circolare, prima sopra la testa, poi aprì le sua braccia il più possibile ed infine ricongiungendo le mani palmo contro dorso all’altezza del proprio ombelico.

“Vinire Lakhat!”

Derek, completamente avvolto dalla coperta, cercò di imitare tutti i movimenti, passo dopo passo, memorizzando ogni singolo dettaglio fosse in grado di percepire, non importa quanto piccolo.

Una sfera di luce circondò la parte inferiore del corpo della madre di Derek e in breve tempo recuperò il suo colorito. La pelle pallida ritornò ad un sano rosa, mentre tutte le traccie di dolore e fatica scomparvero dal duo viso.

Ancora una volta, qualcosa scattò dentro di lui. Dopo quella magia nera, poteva sentire che semplicemente ascoltando quelle parole di potere, una connessione si era stabilita tra se e quella magia di luce. Derek non era più in grado di contenere il proprio entusiasmo.

“Se, e dico se, ho abbastanza talento magico, significa che c’è una terza opzione.” Pensò. “Potrei diventare un mago e vivere libero per la prima volta in vita mia! Né catene , né responsabilità! Ma e meglio non essere troppo entusiasta. Con la fortuna che mi ritrovo potrei avere un pessimo talento oppure…”

Il suo ragionamento fu interrotto, la donna che lo stava tenendo lo passò alla madre.

*”Nana, sei sicura che vada tutto bene? Non ha ancora pianto e, ridacchiare o no, è fin troppo silenzioso. Con tutto quello che è successo, ho davvero paura che ci sia qualcosa che non va con lui.”*

Dopo quelle parole, l’ambiente nella stanza divenne teso. Spaventato di esserne in qualche modo responsabile, e eccitato di esplorare l’opzione numero tre, Derek fece la sua miglior interpretazione di un bambino, ridacchiando, sorridendo e facendo suoni eccitati.

Nana sentì il proprio orgoglio professionale in qualche modo ferito da quelle parole, ma non era la sua prima esperienza con una madre ansiosa.

Conosceva Elina sin da quando era una bambina, e l’aveva aiutata a partorire tutti i suoi figli. Nana non poteva negare che questo parto era stato uno dei più difficili della sua carriera.

Le doglie erano durate ore ed era stata forzata a lanciare incantesimi curativi più volte per fermare l’emorragia. Quando era alla fine riuscita a vedere la testa del bambino sapeva che qualcosa era andato storto.

Elina stava lottando con tutte le sue forze ma il bambino era inerte. Quindi era stata costretta ad affrettare le cose ed aveva dovuto tirare fuori il bambino con le sue mani il più in fretta possibile, solo per scoprire che stava venendo strangolato dal suo stesso cordone ombelicale.

Dopo averlo tagliato e rimosso, aveva provato con tutti i suoi migliori incantesimi ma senza successo. Per un lungo terribile minuto aveva pensato che il bimbo fosse perso.

Ma proprio allora la magia aveva finalmente funzionato, forzando il bambino a rigettare pulendo il canale respiratorio. Solo allora Nana cominciò a concedersi il lusso di rilassarsi.

La magia curativa non poteva fare miracoli. Poteva stimolare la forza vitale del paziente rendendo il ricovero da una malattia o guarire da una ferita più semplice ma non era in grado di creare la vita.

Nana era sensibile, quindi sapeva che Elina non aveva necessità di una lezione sulla magia, ma solo essere rassicurata riguardo le condizioni del bambino.

*”Non ti preoccupare, piccola mia. Posso provarti che va tutto bene.”*

Con un sorriso rassicurante accarezzo la guancia di Elina e prese Derek dalle sue mani, prima di rimuovere il telo come se stesse mostrando un tesoro.

Nana aggiustò con cautela Derek tra le sue braccia, quindi mosse in circolo la mano destra tutto in torno a lui e disse:

“Vine Rad Tu!”

Un piccolo fascio di luce venne fuori dalla sua mano, danzando attorno al bimbo prima di penetrare nel suo petto.

La luce si diffuse dalla testa ai piedi, facendogli emettere un lieve brillio.

*”Vedi? Se ci fosse stato anche un solo piccolo graffio sul suo corpo il mio incantesimo di detenzione magica avrebbe esposto quel punto. Il tuo piccolo tesoro sta bene.”*

L’energia che scorreva attraverso il corpo di Derek lo stava facendo sentire energizzato. Nella sua vita precedente si era sentito in quel modo solo un paio di volte.

Quando aveva ottenuto il suo diploma, quando aveva abbandonato la casa dei suoi genitori, e quando l’aveva fatta pagare ai bulli. Ma tutte quelle volte era stata solo una sensazione passeggera, durata al più qualche secondo.

Adesso era differente, non era solo adrenalina. Magia vera, vero potere stava scorrendo dentro ogni fibra del suo essere, facendolo sentire invincibile.

Quindi, quando l’incantesimo stava cominciando a dissipare, non poteva accettarlo.

“No! Torna da me! Restituiscimi quel potere!” Urlò internamente.

Si concentrò sull’ultimo filo di energia, volendo trattenerlo dentro di se. Non era in grado di lanciare l’incantesimo in autonomia, ma poteva comunque sentirne il potere e così cominciò a nutrirlo con la propria forza .

La luce attorno a Derek smise di diminuire ed invece cominciò a crescere e diventare sempre più forte.

Nana rimase scioccata. Non aveva mai visto qualcosa del genere. Non era questo il modo in cui si supponeva dovesse funzionare.

Derek voleva che durasse per sempre, ma dopo pochi secondi si addormento a causa dell’esaurimento del mana, e in breve la luce si esaurì.

*“Nana cos’era quello?”* Chiese Elina scioccata dalla meraviglia.

La vecchia guaritrice non aveva idea di come rispondere. Le vennero in mente molte possibilità, ed ogni una di questa richiedeva lunghe spiegazioni che avrebbero reso Elina ansiosa senza motivo e forse costretto Nana stessa a ripetere l’incantesimo.

Era stata una lunga giornata, e non aveva nessuna intenzione di prolungarla nemmeno un secondo più del necessario, quindi prese in prestito una citazione dal suo racconto per bambini preferito.

*”Piccola mia, credo che il piccolo sia stato benedetto dalla luce. Non c’è bisogno di preoccuparsi, solo di gioire.”*