Supreme Magus - 003 - Prologo 3

Era un venerdì mattina e Derek si stava preparando per andare a lavoro.

Era ancora bloccato nel reparto di S&R perché la paga era troppo buona e, non importa quante volte Carl dicesse di voler una piccola cerimonia, Derek era sicuro che qualsiasi cifra programmassero di spendere alla fine sarebbe raddoppiata.

Si trattava di un maledetto matrimonio; le cose sarebbero andate fuori controllo ad un certo punto. È così che funzione.

Derek si stava aggiustando la camicia quando lo smatphone iniziò a suonare le di “Night on Bald Mountain”, la suoneria programmata per i numeri sconosciuti.

“Derek Esposito, chi parla?”

“Mister Esposito, è il Saint Joseph Hospital.” La voce femminile suonava preoccupata. Questo insieme alla parola “Hospital” gli fece venire i brividi.

“Carl Esposito è suo fratelllo?” Derek poteva quasi sentirla mangiarsi le unghie.

“Si, ccosa è successo?”

“Suo fratello è stato coinvolto in un incidente stradale e le sue condizioni sono serie. I dottori hanno bisogno di lei dato che lei è il suo delegato per le decisioni sanitarie e il paziente non è cosciente.”

“Un incidente automobilistico???” Derek urlò mentre usciva dalla porta e cercando un taxi.

“Noi nn abbiamo una maledetta macchina! Cosa diavolo è accaduto!”

“Mi dispiace, non ho la possibilità di dirglielo. I dottori le spiegheranno…” Derek le chiuse il telefono in faccia. Non aveva tempo per per le chiacchere, solo per trovare un maledetto taxi.

Ogni secondo nel traffico era una tortura, e quando alla fine riuscì ad arrivare era troppo tardi.

Il chirurgo ed un poliziotto gli spiegarono che Carl era stato investito da un guidatore ubriaco. Il colpevole era scappato e la polizia attualmente lo stava cercando.

Un testimone aveva immediatamente chiamato il 911, ma a causa del traffico causato dall’incidente l’ambulanza impiegò ore per arrivare.

Così quando Carl arrivò all’ospedale era già in condizioni critiche. Aveva fratture multiple, la milza spappolata e un’emorragia interna, che richiedeva un operazione urgente.

Derek era stato chiamato mentre Carl entrava in sala operatoria.

Avevano fatto del loro meglio per salvarlo, ma aveva perso troppo sangue, non c’era molto che potessero fare. Offrirono a Derek le loro condoglianze, ma tutto ciò che potè sentire erano rumori di fondo.

“Fatemi vedere mio fratello.” Pregò.

Il corpo era stato coperto da un lenzuolo, solo la testa visibile. Derek poteva ancora vedere traccie di sangue sul viso.

Lasciò il suo numero al poliziotto per essere aggiornato riguardo le investigazioni e solo allora tornò a casa.

Il colpevole venne presto preso grazie alle telecamere del traffico. Venne fuori che si trattava di un ragazzino, appena 17enne, che aveva rubato la macchina al padre e poi si era ubriacato e sballato con gli amici.

Derek visse i mesi prima del processo in profonda angoscia. Il procuratore aveva deciso di perseguire il ragazzo come un minorenne, e l’ancora più maledetto giudice gli aveva garantito gli arresti domiciliari. Tutto mentre suo fratello minore, il suo Carl, era morto a causa sua.

“Come possono fare una cosa del genere?” Derek si lamentava con chiunque fosse disponibile ad ascoltarlo. “Perche tutte ste cose sui diritti ed il futuro di quel piccolo s*****o? E i diritti di mio fratello? E il suo futuro? A Carl non è rimasto niente a causa sua! Che razza di giustizia è questa?”

Derek visitò l’ufficio del procuratore diverse volte, esprimendo il suo oltraggio e chiedendo che venisse richiesta la pena massima. Loso erano sempre accomodanti e promisero che non si sarebbero dimenticati di Carl.

Quando arrivò il giorno del processo, il mondo di Derek finì un’altra volta.

Il procuratore e l’avvocato della difesa avevano raggiunto un accordo.

Dato che Chris Wainright, questo era il nome dell’assassino, era ancora minorenne e questo era il suo primo reato, accetto di andare in riabilitazione e di fare 600 ore di servizi sociali. Se Chris avesse completato la riabilitazione de non avesse commesso reati per i prossimi 3 anni, allora sarebbe stato un libero cittadino con la fedina penale pulita.

Derek era talmente scioccato da non riuscire nemmeno ad arrabbiarsi. Quando al sessione fu finita, camminò verso il procuratore e fece una singola domanda con voce abbattuta.

“Perché?”

Con la voce piu accondiscendente possibile l’assistente procuratore spiegò che Chris era un ragazzo di buona famiglia che aveva commesso un stupido errore.

Aveva di fronte a se un futuro brillante, era stato gia ammesso alla Cal Tech e questo era il suo primo reato. Oltretutto i suoi parenti avevano assunto un gran avvocato e il giudice molto probabilmente sarebbe statonon disposto a rovinargli la vita.

Nonostante le loro aspettative, Derek non fece una scenata. Il suo fuoco si era estinto, non aveva più lacrime da versare.

Nei giorni seguenti, Derek andò avanti per inerzia. Continuò a seguire la sua routine come se niente fosse accaduto, la sua mente ancora rifiutando ciò che era accaduto negli ultimi 6 mesi.

L’unica cosa che ancora lo faceva sentire vivo erano i costanti mal di testa apparsi subito dopo la morte di Carl. Secondo il suo dottore si trattava di sintomi legati allo stress, così con tutto quello che era accaduto, Derek ingoiava aspirine e paracetamolo come se fossero caramelle.

Ma il dolore non andò mai via, invece stava peggiorando. A quel punto trovò la farza di fare un serio check-up, ed ancora una volta lo aspettavano cattive notizie.

Secondo un scan completo e la seguente biopsia si trattava di un cancro polmonare al secondo stadio.

“Ma non ho fumato mai in vita mia!”Derk esclamò più divertito che spaventato.

“In effetti è molto strano.” Il dottor Monroe, la sua oncologa, era piuttosto perplessa.

Era una donna ispanica di bell’aspetto, forse 5 anni più grande di Derek. In un altro momente probabilmente l’avrebbe invitata fuori a cena.

“Mi hai detto che lavori in una compagnia chimica, giusto?” Derek annuì con la testa.

“Questo genere di cancro è troppo raro per essere una coincidenza. La mia personale opinoiene e che il sistema di ariazione del laboratorio non abbia funzionato a dovere. Tu e dio sa quanti altri avete respirato veleno per un bel po’ di tempo.”

“Ma indossiamo sempre delle maschere protettive quando lavoriamo con composti chimici, e per quanto mi rigurda segue i protocolli di sicurezza alla lettera. I miei colleghi mi prendono pure in giro per questo.” Derek non riusciva a crederci.

“Allora probabilmente le maschere sono inutili. O forse il laboratorio o il magazzino, se non entrambi, anno delle perdite. A quei bastardi aziendali interessano solo i profitti. Non mi sorprenderebbe minimamente se avessero fatto tagli alla sicurezza per aumentare i dividendi.”

La dottoressa Monroe era troppo oltraggiata, pure Derek, nel suo stato catatonico, era in grado di caèire che c’era dell’altro.

“Dottoressa, che cosa non mi sta dicendo?” disse, gurdandola fissa negli occhi per la prima volta.

Lei si mordicchio il labbro inferiore per un po’ prima di rispondere.

“Che rimanga tra te e me, il tuo non è il primo caso proveniente dalla tua azienda. L’ho gia denunciato al ministero della salute e ai federali. Se fossi nei tuoi panni mi troverei un buon avvocato e gli porterei via anche le mutande. Hai bisogno di molti soldi per le cure.”

“Sono d’accordo sull’avvocato, ma rifiuto ogni cura. Farò solo cure palliative.”
La dottoressa Monroe saltò dalla sedia.

“Capisci che senza cure appropriate hai 6 mesi o al più 1 anno da vivere? Oltretutto come ti ho dotte il tuo cancro è molto aggressivo. Dobbiamo iniziare il più presto possibile per avere una chance di sconfiggerlo.”

La situazione era drammatica, ma Derek trovò tutti quei “noi” esilaranti, cosi non poté evitare di ridacchiare.

“Ci conosciamo appena, dottoressa. Quindi non ci resta altro da fare che andare ogni uno per la propria strada.” Derek disse con tono gelido.

“Per quale motivo dovrei continuare a vivere? Non ho famiglia, nè affetti. Le ceneri di mio fratello minore sono l’unica cosa che mi resta a tenermi compagnia. Potrei morire domani e non me ne fregherebbe un c***o!”

Si lasciarono in pessimi rapporti, ma lei comunque le diede il proprio numero, in caso cambiasse idea o avesse bisogno di parlare. Derek chiamò il suo vecchio avvocato e gli spiego il tutto.

Erano passasti anni, ma ancora si inviavano a vicenda gli auguri di natale.

Derek si era tenuto in contatto, per ogni evenienza. Aveva più cpelli bianchi di prima ma era ancora uno squalo di prima categoria.

Derek smise di andare a lavoro e cominciò a sperperare i suoi soldi senza alcuno scrupolo. Andò in ogni ristorante di moda che avrebbe voluto provare in passato, comprò gli abiti che aveva sempre sognato e mangiò solo i suoi cibi preferiti ad ogni pasto.

Passava la maggior parte delle giornate a giocare a videogame col il suo nuovo PC e visitando tutti i posti eche avessero avuto importanza per lui e Carl.

E 24 giorni dopo la diagnosi ebbe un’epifania.